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RESPIRE
Il 21 settembre 2017, presso l’Aula Lucchesi del Dipartimento di Scienze della Terra, Università “la Sapienza” di Roma, si terrà l’evento di apertura del progetto LIFE-RESPIRE a cui parteciperanno il responsabile del progetto e i rappresentati degli istituti di ricerca e delle autorità territoriali coinvolti.

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Pockmark gigante scoperto nei pressi di Zannone

Ponchmark
I pockmark sono crateri sui fondali marini dovuti alla risalita ed eruzione di geofluidi. Un pockmark gigante è stato recentemente scoperto dai ricercatori dell’IGAG nei pressi dell’Isola di Zannone e studiato utilizzando rilievi batimetrici ad alta risoluzione, profili sismici a riflessione, riprese video sottomarine tramite ROV, e varie analisi su campioni di sedimento ed acqua. L’emissione di fluidi è stata individuata sul fondale marino Tirrenico ad una profondità di circa 110-130 m. Le venute di fluidi sono numerose ed includono anche il pockmark gigante. Le venute dei fluidi sono state filmate tramite ROV. Le prove di degassamento attivo sia continuo sia intermittente comprendono il rilascio di bolle dal fondo del mare ed un pennacchio ben definito che s’innalza per circa 70 m sopra il fondo marino. Il pockmark gigante di Zannone è ampio circa 900 × 500 m (superficie di circa 0,5 km quadrati). Tale struttura rappresenta la prima prova degassamento e venute di geofluidi in acque poco profonde del Mar Tirreno centrale ed anche la prima testimonianza in tutto il Mar Mediterraneo di un pockmark gigante e morfologicamente complesso. E’ stata indagata la possibilità che si siano verificate nel passato eruzioni, processi di fluidificazione e liquefazione, e movimenti gravitativi che potrebbero aver modificato la morfologia originale. Alcuni fattori peculiari dell'area di studio - scarsa profondità, copertura sedimentaria sottile che poggia su un basamento roccioso fagliato, infiltrazioni che si verificano attraverso sedimenti sabbiosi non coesivi - sembrano essere stati la chiave per la formazione e la morfologia del pockmark gigante di Zannone. I risultati sono ora pubblicati su Marine Geology:
 

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