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RESPIRE
Il 21 settembre 2017, presso l’Aula Lucchesi del Dipartimento di Scienze della Terra, Università “la Sapienza” di Roma, si terrà l’evento di apertura del progetto LIFE-RESPIRE a cui parteciperanno il responsabile del progetto e i rappresentati degli istituti di ricerca e delle autorità territoriali coinvolti.

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Tiber depositional sequence

BaseSequenza Tevere La successione fluvio-deltizia tardo pleistocenica-olocenica del Tevere è una delle più recenti e meglio preservate sequenze deposizionali di alta frequenza e basso rango presenti lungo le coste del Mediterraneo.
L’articolo “From fluvial to shelf, anatomy of a high-frequency depositional sequence: The Late Pleistocene to Holocene Tiber depositional sequence” pubblicato online su Sedimentology (autori Salvatore Milli, Marco Mancini, Massimiliano Moscatelli, Francesco Stigliano, Mattia Marini, Gian Paolo Cavinato; http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/sed.12277/abstract) descrive e dettaglia per intero l’architettura stratigrafica della sequenza, tramite la correlazione di numerosissimi dati di grande dettaglio derivati sia da studi precedenti che da nuove acquisizioni (log stratigrafico-sedimentologici, datazioni al 14C, dati paleoecologici e biostratigrafici, sezioni sismiche).
Dalla correlazione sono state ricostruite 11 sezioni stratigrafiche di dettaglio, trasversali e longitudinali all’asse della valle. In particolare una sezione longitudinale lunga 60 km permette di visualizzare tutti gli ambienti deposizionali e la loro evoluzione nel tempo dalle porzioni più interne del sistema fluviale, attestate a Roma nord-Castel Giubileo, fino al margine esterno della piattaforma continentale e slope a largo della foce (Fiumicino). La sequenza mostra molti caratteri in comune ad altri sistemi deltizi e costieri coevi presenti nel Mediterraneo. L’architettura stratigrafica è controllata principalmente dal glacio-eustatismo sebbene fattori quali sollevamento tettonico, vulcanismo e subsidenza abbiano esercitato un certa influenza a scala locale. Il modello deposizionale risultante pone in evidenza alcuni aspetti rilevanti, utili alla discussione sullo sviluppo delle sequenze deposizionali.
1) La formazione della valle incisa del Tevere, del tipo “mixed bedrock-alluvial valley”, che si estende dalla piana costiera alla porzione più interna della piattaforma continentale. Essa registra vari episodi di incisione durante la fase di abbassamento del livello del mare, dal MIS 5.4 all’inizio del MIS 2, e un chiaro fenomeno di approfondimento e allargamento della valle sia in direzione sottocorrente che trasversale all’asse vallivo, durante le fasi di basso stazionamento e di iniziale risalita del livello del mare (MIS 2).
2) La differente espressione fisica del limite di sequenza, con la propria diacronia e differente carattere composito dalle porzioni più interne a quelle più esterne di piattaforma e slope.
3) La massima profondità raggiunta dal delta tiberino durante la fase iniziale del lowstand, alla fine della caduta eustatica, stimata a - 90 m slm e non -120 m come suggerito da precedenti studi.
4) La posizione arretrata dei depositi di tardo lowstand rispetto a quelli dell’early lowstand
5) Il cambiamento dei pattern idrografici e delle configurazioni di accumulo dei depositi fluviali nei vari systems tracts, desunto dalla individuazione e ricostruzione spaziale delle associazioni di facies. Tutti questi aspetti dimostrano che la sequenza deposizionale del Tevere, benché deposta in un lasso temporale breve dal punto di vista geologico (gli ultimi 116 mila anni circa), rappresenta il risultato dell’interazione di fattori allogenici e autogenici. Tuttavia le variazioni eustatiche globali e le variazioni degli apporti sedimentari connesse ai cambiamenti climatici sono i principali fattori di controllo della architettura stratigrafica; ad esse vanno aggiunte le consistenti modificazioni ambientali apportate dall’attività antropica negli ultimi 3000 anni.

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