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RESPIRE
Il 21 settembre 2017, presso l’Aula Lucchesi del Dipartimento di Scienze della Terra, Università “la Sapienza” di Roma, si terrà l’evento di apertura del progetto LIFE-RESPIRE a cui parteciperanno il responsabile del progetto e i rappresentati degli istituti di ricerca e delle autorità territoriali coinvolti.

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Il Vulcanello di fango di Fiumicino

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Come noto e documentato da numerosi mass-media, la mattina del 24 Agosto 2013 si è improvvisamente sviluppato un piccolo vulcano di fango e gas nei pressi dell’aeroporto Leonardo Da Vinci a Fiumicino (Roma).
Il vulcano ha allagato ed “infangato” la rotonda di Coccia di Morto ed ha continuato ad emettere fluidi fino a Gennaio-Febbraio 2014 quando è stato chiuso definitivamente con il cemento. Il fattore innescante tale emissione è stato di natura antropica. Si è trattato, in particolare, della perforazione di un sondaggio geognostico di poche decine di metri di profondità all’interno della rotatoria di Coccia di Morto. 
Studi scientifici e storici precedenti hanno messo in luce che manifestazioni simili a quelle del 24 Agosto 2013 si sono verificate più volte nell’area di Fiumicino. Anche nel 2005, la perforazione di un sondaggio geognostico a poche centinaia di metri dalla suddetta rotatoria aveva improvvisamente aperto la strada all’emissione di anidride carbonica ed altri gas in tracce. Recentemente, alcuni studiosi di scienze della Terra (A. Argentieri e M. Pantaloni) hanno documentato che altri fenomeni simili avvennero con certezza nel 1925 e nel 1890, rispettivamente in occasione della costruzione della vetreria della Società Anonima per l’Industria del Vetro a Fiumicino (1925) ed in occasione della campagna di sondaggi per la costruzione dello Stabilimento Idrovoro di Ostia (1890) (http://www.geoitaliani.it/2013/10/1925-leruzione-di-fiumicino.html). 
Il colpevole di tali manifestazioni è il gas (sostanzialmente anidride carbonica) in pressione nel sottosuolo che porta in superficie acqua e fango allorquando una perforazione geognostica od uno scavo ne facilita la risalita. È quindi fondamentale conoscere dove tale gas si accumuli per gestire propriamente e prevenire tali evenienze. 
I ricercatori dell’IGAG hanno seguito il fenomeno innescatosi nell’agosto 2013 e, grazie ad una serie di indagini geologiche, ha scoperto dove si accumula il gas in pressione, da dove proviene e come si propaga verso l’alto fino in superficie. I risultati scientifici sono ora disponibili in tre recenti pubblicazioni su riviste internazionali: 

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