Highlights

L’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche  nasce a Roma nel 2001 dalla fusione di quattro precedenti Istituti operanti in vari campi della geologia, dell’ingegneria, della chimica e della geochimica realizzando così l'integrazione di competenze tipiche delle scienze della Terra, dell'ingegneria geotecnica e mineraria e della chimica ambientale. La missione dell'Istituto consiste nello studio e comprensione dei processi geologici e naturali e delle attività antropiche che interagiscono con l'ambiente, le attività e la vita dell'uomo. L'IGAG afferisce al "Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente" del CNR.

I temi di ricerca strategici sono:
bgail passato del Pianeta Terra e la sua evoluzione recente e presente come chiave per la previsione e pianificazione dello sviluppo sostenibile dell'ambiente umano;
bullet redi rischi naturali ed antropici;
bullet yellowle risorse naturali;
bgai cambiamenti ambientali globali e locali;
bullet redle interazioni uomo-ambiente.
Gli studi che l'Istituto svolge, sia come ricerca di base che applicata, affrontano principalmente problematiche di interesse ambientale con importanti risvolti di interesse sociale e si sviluppano secondo le seguenti linee di ricerca:
- Processi geologici per la conoscenza e la mitigazione dei rischi naturali per la valutazione e lo sfruttamento delle risorse naturali
- Geomorfologia dei margini continentali per la mitigazione dei rischi geologici
- Geochimica dei suoli e dei fluidi per le problematiche ambientali
- Valorizzazione dei materiali geologici e messa in sicurezza di aree minerarie dismesse
- Bonifica di siti inquinati e tecnologie di recupero dei rifiuti industriali e delle materie prime dei rifiuti elettronici.
- Analisi geotecnica di fenomeni di deformazione e rottura nei terreni e nelle rocce indotti da processi geologici ed attività antropiche
- Sviluppo e applicazione di nuove tecnologie di caratterizzazione geo-strutturale e fisico-meccanica, di monitoraggio e allerta per il controllo statico di pareti naturali o di scavi connessi alle attività antropiche
 

 

EVENTO : "Gli studi di Microzonazione Sismica nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016-2017"

Si è tenuta lo scorso 4 maggio la Sala presso la Sala Convegni della sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche a Roma, una giornata di presentazione delle attività svolte dal Centro per la microzonazione sismica e le sue applicazioni (CentroMS) del Cnr, a supporto delle zone colpite dal sisma due anni fa.

Gli effetti indotti dal terremoto possono essere valutati realizzando studi di microzonazione sismica, strumento che consente di studiare le caratteristiche geomorfologiche e geologiche di un territorio che intervengono nell’alterazione del moto sismico. Essa riveste un ruolo chiave per la pianificazione del territorio e per il supporto alla progettazione degli interventi sui manufatti.

La microzonazione sismica richiede conoscenze specifiche di modellazione geofisica e analisi numerica ancora poco diffuse. Per questo motivo, tali studi sono spesso condotti attraverso l’integrazione delle competenze professionali di geologi e ingeneri con quelle degli Enti di ricerca e delle Università, che realizzano in questo modo un naturale passaggio di conoscenze e la formazione dei professionisti impegnati sul territorio.

Gli eventi sismici che hanno interessato l’Italia centrale a far data dal 24 agosto 2016 hanno reso purtroppo necessaria un’accelerazione di questo fisiologico processo di trasferimento delle conoscenze, dalla ricerca verso le professioni.

Il CentroMS, costituito da venticinque soggetti tra Enti di ricerca e Dipartimenti universitari, si è reso disponibile a supportare il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento tecnico-scientifico degli studi di microzonazione sismica realizzati da professionisti geologi e ingegneri nei 138 Comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 2016-2017.

Si è trattato, senza dubbio, del più vasto e complesso studio di microzonazione sismica post-evento mai realizzato in Italia attraverso un’attività coordinata di Governo, Regioni, Amministrazioni Locali, comunità scientifica e delle professioni. Le attività hanno generato un effetto virtuoso di amplificazione delle conoscenze scientifiche e delle competenze tecniche, in un ottica di prevenzione e di riduzione del rischio sismico, che proietterà i suoi effetti sulla società civile per molti anni a venire. Gli studi di microzonazione sismica realizzati miglioreranno notevolmente la conoscenza del territorio, a supporto delle valutazioni di chi sarà impegnato nella pianificazione e nella progettazione della ricostruzione.

La giornata di presentazione si è conclusa con la tavola rotonda dal titolo “Le applicazioni dei risultati degli studi di Microzonazione Sismica per la ricostruzione nei comuni colpiti dai terremoti del 2016-2017”.

Organizzato da:
Cnr - Istituto di geologia ambientale e geoingegneria
Centro per la microzonazione sismica e le sue applicazioni (CentroMS)

Referente organizzativo:
Federica Polpetta
CentroMS c/o Igag-Cnr - Area della Ricerca di Roma RM 1 - Montelibretti - Via Salaria Km 29,300 - 00015 Monterotondo Stazione - Roma
federica.polpetta@igag.cnr.it
0690672737

Modalità di accesso: registrazione / accredito
registrarsi contattando il referente organizzativo

Vedi anche:

 


 Cnr: speciale terremoto Tutte le notizie, i comunicati stampa, i video e i pareri degli esperti dell'Ente, raccolti in uno speciale sugli eventi sismici che hanno devastato il Centro Italia, prima nell'alta Valle del Tronto e successivamente sul confine umbro-marchigiano. 


 

Progetto RETRACE-3D: Caratterizzazione geologica e sismotettonica tridimensionale del  volume crostale  interessato dal terremoto di Amatrice e dalla relativa sequenza sismica.

RetraceMeeting
Il 31/01/2018 si è svolto a Roma, presso il Dipartimento della Protezione Civile, il primo incontro del progetto RETRACE-3D (centRal italy EarThquakes integRAted Crustal modEl), finalizzato alla caratterizzazione tridimensionale, geologica e sismotettonica, del volume di crosta terrestre che, a partire dal 24 agosto 2016, è stato interessato dalla sequenza sismica che ha colpito il centro Italia.Il progetto, che ha durata di un anno rinnovabile, è il risultato di una collaborazione tra il Dipartimento della Protezione Civile, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consiglio Nazionale delle Ricerche – che partecipa con l’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria (CNR-IGAG) e l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente (CNR-IREA) , e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), con la collaborazione di Eni e Total, entrambe realtà private ma anch’esse parte del Servizio nazionale della protezione civile, che hanno messo a disposizione i propri dati di sottosuolo.

   

Precursori sismici: la speranza ora è nell’Arsenico

precursori sismici1
Una nuova ricerca dei geologi della Sapienza Università di Roma, CNR e INGV individua importanti anomalie geochimiche in alcune acque sorgive dell’Appennino che potrebbero costituire validi precursori sismici per il futuro.  "La previsione dei terremoti è il Sacro Graal di molti se non tutti i geologi" così inizia il nuovo articolo scientifico di cinque geologi ricercatori italiani della Sapienza Università di Roma (Domenico Barberio, Maurizio Barbieri, Carlo Doglioni e Marco Petitta), del CNR (Andrea Billi) e dell’INGV (Carlo Doglioni). 

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Scientific Reports: https://www.nature.com/articles/s41598-017-11990-8.pdf

Video La Repubblica: L'acqua potrebbe aiutarci a prevedere i terremoti 


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