Logo CNR

Dalla modellazione litologica alla modellazione delle acque sotterranee: un caso di studio nella Valle del Fiume Tevere

NewsDalla modellazione litologica alla modellazione delle acque sotterranee: un caso di studio nella Valle del Fiume Tevere

Dalla modellazione litologica alla modellazione delle acque sotterranee: un caso di studio nella Valle del Fiume Tevere

La ricerca è focalizzata sulla definizione di un modello integrato dei depositi alluvionali recenti del Fiume Tevere. Per raggiungere questo obiettivo, sono state effettuate delle perforazioni per monitorare gli acquiferi e sono state effettuate prove in situ e in laboratorio. I dati ottenuti sono stati utilizzati per dettagliare aspetti stratigrafici e mi gliorare la comprensione della circolazione idrica all’interno ei depositi alluvionali recenti del Fiume Tevere nell’area urbana di Roma, tra ponte Milvio e l’Isola Tiberina. Gli intervalli stratigrafici riconosciuti in pozzo sono stati parametrizzati sulla base thelle loro caratteristiche litotecniche.

I nuovi dati acquisiti, integrati con dati preesistenti e contenuti nel database CNR-IGAG, hanno reso possibile produrre un modello tridimensionale delle litologie nell’area di studio. Il modello del sottosuolo, semplificato per motivi applicativi, è stato descritto in termini idrostratigrafici: tre differenti litotipi sono stati soggetti a monitoraggio piezometrico. Infine, è stato implementato un modello numerico idrogeologico in stazionario. I risultati del monitoraggio hanno evidenziato il diverso comportamento idrogeologico dei litotipi in funzione delle oscillazioni del Tevere.

  • Il livello piezometrico nei litotipi sabbioso e ghiaioso delle alluvioni è fortemente influenzato dal Fiume Tevere. In particolare, le piene fluviali e le oscillazioni delle maree sono chiaramente riconoscibili: questo rivela una forte connessione idraulica tra gli acquiferi sabbioso e ghiaioso e il fiume.
  • Le oscillazioni piezometriche del litotipo argilloso sono fortemente smorzate rispetto alle altre; ciò suggerisce una connessione minore con il fiume (i), un coefficiente di immagazzinamento maggiore (ii) e un possibile meccanismo di dispersione idrica (leakage) dagli acquiferi confinati sabbioso e ghiaioso.
  • In generale, I dati di livello piezometrico confermano la condizione degli acquiferi (confinato/non confinato) ricostruiti dal modello 3D.
  • La diminuzione della ricarica da parte delle piogge è testimoniata dal trend negativo del livello piezometrico.
  • I risultati del modello numerico suggeriscono che il modello geologico non cattura la reale variabilità all’interno delle principali facies sedimentarie, la cui ricostruzione necessita ulteriori ricerche.

In generale, questo studio dimostra come un modello numerico idrogeologico calibrato da dati di monitoraggio piezometrico può supportare la costruzione di un modello geologico, scartando o confermando alcune ipotesi e suggerendo altre modalità di ricostruzione dei corpi sedimentari.

Di Salvo, C.; Mancini, M.; Moscatelli, M.; Simionato, M.; Cavinato, G.P.; Dimasi, M.; Stigliano, F. “From Lithological Modelling to Groundwater Modelling: A Case Study in the Tiber River Alluvial Valley.” Geosciences 2021, 11, 507. https://doi.org/10.3390/geosciences11120507

Di seguito il link alla pubblicazione completa: https://www.mdpi.com/2076-3263/11/12/507